Dead Man Working

di Andrea Macchi e Stefano Bellani


Buio. Un violino suona il capriccio nr.4 di Paganini. Rumore di passi con catene. Un uomo urla due volte: Dead Man Working. Le catene cadono a terra. Luce. Il condannato è seduto dando le spalle al pubblico e parla col boia.


CONDANNATO: - Vede, signor Boia, io non desideravo tanto essere ricco quanto essere libero. Non avrei mai voluto essere un subordinato. Ma se vuoi prendere in mano il tuo lavoro, devi accettare il rischio. Non c'è impresa senza rischi. Rischiare è essenziale, capisce?

BOIA: - Capisco.

C.: - Questo vuol dire che per ciascuno che ce la fa c’è qualcuno che fallisce.

B: - Naturalmente. Si sieda, per favore.

C.: - Grazie. E quindi può succedere che le cose inizino ad andare male e tu per salvarti sia tentato di fare qualcosa che non avresti mai pensato di fare.

B: - Certo. Scusi se i lacci stringono un po’, è la procedura.

C.: - Nessun fastidio... E se finisci col cedere, devi accettarne tutte le conseguenze, se ti sei messo in gioco.

B: - Il contatto col metallo le farà un po’ freddo.

C.: - Fa niente, sarà per poco. Così, non ho rimorsi, sono sereno.

B: - Questo è bene.

C.: - Certo, se magari avessi cercato anch’io un lavoro sicuro, stabile, come il suo.

B: - Mi spiace deluderla. Ma il mio non è un posto fisso.

C.: - No?

B: - No, è a tempo determinato. Sono un collaboratore a progetto. Un contratto a intermittenza per la precisione.

C.: - Beh, con la sedia elettrica mi sembra coerente. E quando scade?

B: - Sessantaquattro giorni. A meno che le domande di grazia siano accolte, certo... In quel caso si va a casa anche prima.

C.: - Ah, guardi, ma ora è un casino dappertutto. E dopo?

B: - Come tutti: spedirò il mio curriculum in giro.

C.: - Io avrei fiducia, fa così bene il tuo lavoro. Se l’avessi conosciuta prima non avrei mai sostenuto Amnesty. Se non ci si aiuta fra di noi.

B: - Oppure, che ne dice, potrei provare a mettermi in proprio, no?

C.: - Eh, eh, questa è proprio una buona idea. Oramai danno tutto in mano ai privati. Allora, in bocca al lupo...

B: - Grazie, signore. In bocca al lupo anche a lei. Si rilassi. Non sentirà dolore.

C.: - Dimenticavo! Lo sa che stanno cercando un macellaio all’Ipercoop di Navacchio? Uuuuuaaaaahhhhaaaaa! (buio)

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Nota. Questo pezzo è originato da un racconto "ultrabreve" scritto da AM per un concorso (perso), che successivamente il suo antico compagno di corso ed adesso autentico attore SB ha letto e voluto rielaborare facendone una scena per il suo monologo teatrale sulle disavventure di un lavoratore precario. Il testo è poi stato pubblicato su Il Grandevetro 193, Nov.2008/Gen.2009, p.4 dove l'autore AM era descritto come "ricercatore precario da dieci anni all'Università di Pisa". Il che è risultato di beneaugurio per AM che è stato assunto a tempo indeterminato la settimana seguente all'uscita della rivista, col che si può ritenere questa pubblicazione come la più decisiva della sua carriera. Di seguito il racconto originale, che non è detto che facesse ridere (AM ringrazia l'amico Luca F. per l'inconsapevole ispirazione).

Per ridere (e molto) con SB: www.stefanobellani.it

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Dead Men Working

un dialogo

 

  • Vedi, io non desideravo tanto essere ricco quanto essere libero. Non avrei mai voluto essere un subordinato. Ma se vuoi prendere in mano il tuo lavoro, devi accettare il rischio. Non c'è impresa senza rischi. Rischiare è essenziale, capisci?

  • Capisco.

  • Questo vuol dire che per ciascuno che ce la fa c’è qualcuno che fallisce...

  • Naturalmente. Si sieda, per favore...

  • Grazie. E quindi può succedere che le cose inizino ad andare male e tu per salvarti sia tentato di fare qualcosa che non avresti mai pensato di fare...

  • Certo. Scusi se i lacci stringono un po’, è la procedura...

  • Nessun fastidio... E se finisci col cedere, devi accettarne tutte le conseguenze, se ti sei messo in gioco...

  • Il contatto col metallo le fa freddo...

  • Fa niente, sarà per poco... Così, non ho rimorsi... sono sereno...

  • Questo è bene...

  • Certo, se magari avessi cercato anch’io un lavoro sicuro, stabile, come te...

  • Mi spiace deluderla. Ma il mio non è un posto fisso.

  • No?

  • No, è a tempo determinato. Sono un collaboratore a progetto.

  • Ah... e quando...

  • Sessantaquattro giorni. Il tempo di ancora due... a meno che le domande di grazia siano accolte, certo...

  • E dopo?

  • Come tutti... spedirò il mio curriculum in giro...

  • Io avrei fiducia... fai così bene il tuo lavoro...

  • Oppure, che ne dice, potrei provare a mettermi in proprio, no?

  • Eh Eh... questa è proprio una buona idea. Allora, in bocca al lupo...

  • Grazie, signore. In bocca al lupo anche a lei. Si rilassi. Non sentirà dolore.




 

   
   
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